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Università dell’Insubria, dopo l’orario di lavoro è un diritto staccare la spina

Staccare la spina dopo il lavoro. Non è solo un desiderio, ma un diritto. Anzi è il “diritto di disconnessione” che è diventato realtà per i dipendenti dell’Università dell’Insubria. Stop alla lettura delle mail dopo l’orario di lavoro, stop alle telefonate di lavoro e ai messaggi WhatsApp per lavoro una volta terminato l’orario d’ufficio.

Per tutto il personale tecnico-amministrativo dell’Università  degli Studi dell’Insubria verrà applicato il principio della non reperibilità extra lavorativa (eccetto per chi ha l’obbligo di reperibilità). Infatti, dalle 20.00 alle 7.00 del giorno seguente e in tutti i fine settimana e festivi chi riceve mail, telefonate e altro ogni dipendente ha il diritto di non rispondere e di concentrarsi sulla vita personale e non soltanto professionale.

In più, con cadenza trimestrale, è previsto il “Giorno dell’indipendenza dalle e-mail”, in cui si favoriscono le riunioni brevi al posto di messaggi di posta elettronica.

L’uso delle tecnologie, dunque, vuole essere calibrato e permettere al cervello di riposare. Staccare serve per avere maggiore efficacia lavorativa, eliminando l’errata convinzione che la connessione no-stop sia indice di produttività.

A sancire l’applicazione del diritto alla disconnessione (eccetto che nei giorni festivi in cui sono previste attività istituzionali dell’ateneo) è stato direttore generale Gianni Penzo Doria con un provvedimento datato 7 aprile. Il provvedimento specifica che il diritto opera in via bidirezionale, cioè dai sottoposti ai superiori e viceversa. Quindi niente “capi” ufficio a cui è “meglio rispondere” sempre. Inoltre, il decreto del direttore generale precisa che la decisione è stata resa anche per “condurre a un uso ragionevole delle tecnologie ICT” e “adottare ogni misura volta a tutelare l’integrità psico-fisica del personale e promuovere la qualità del lavoro”.