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Parma, Patty Smith laureata ad honorem in Lettere classiche e moderne

Patti Smith si è laureata anche in Italia. A Parma. Il 3 maggio la rockstar, cantante, compositrice, poetessa, fotografa e scrittrice ha ricevuto dall’Ateneo la laurea magistrale ad honorem in “Lettere Classiche e Moderne” all’Auditorium Paganini, davanti a un pubblico che l’ha applaudita a lungo.

È stato un appuntamento speciale, assolutamente sui generis. Al carattere istituzionale della cerimonia, aperta da una breve introduzione musicale del coro e dell’orchestra universitaria, si è affiancata l’originalità della lectio di Patti Smith: una vera e propria performance artistica, con letture di poesie e di brani tratti dal suo volume M. Train e proiezioni di passaggi del documentario Patti Smith: Dream of Life, realizzato nel 2008 da Steven Sebring.

Quella dell’Università di Parma è la prima laurea ad honorem per l’artista in Europa: Patti Smith aveva infatti ricevuto simili onorificenze solo negli Stati Uniti, e principalmente nelle discipline legate all’arte figurativa. In questo caso, invece, si è voluta sottolineare in modo specifico la sua matrice letteraria.

«Ho sempre amato i libri. Da bambina ero affascinata da questi oggetti che mia madre e mio padre tenevano in mano e osservavano così attentamente – ha detto Patti Smith nella sua lectio doctoralis, intitolata Higher Learning: una sorta di viaggio attraverso il suo amore per i libri e la lettura -. Mi chiedevo cosa ci fosse in loro e che cosa significavano tutte quelle misteriose parole. Lo volevo sapere con tutto il cuore, e molto prima di cominciare la scuola, pregai mia madre di insegnarmi a leggerli. Mia madre non aveva mai terminato la scuola superiore. Lavorava come cameriera. Tuttavia fu lei la mia prima vera insegnante, colei che mi ha rivelato i grandi segreti di ciò che si trovava nelle pagine di un libro».

«Quando ero giovane – ha proseguito la “sacerdotessa” del rock – sognavo di frequentare una grande università e di avere accesso alle grandi biblioteche del mondo. Ma venendo da una famiglia povera, non c’era denaro per realizzare questi obiettivi e non avevo le capacità accademiche necessarie per vincere una borsa di studio. Ma questo sogno ha sempre vissuto in me. Ricevere questo titolo oggi mi connette profondamente con una delle nostre grandi istituzioni di istruzione superiore e di ciò vi sono molto grata. Più che mai, ciò mi ispira a potenziare al massimo le qualità che ci permettono di evolvere, migliorare e continuare ad accrescere la nostra saggezza. Queste qualità includono la disciplina, l’entusiasmo, la gratitudine per la nostra forza vitale, e il rispetto per il tempo che ci resta sulla terra».

Nel corso della lectio sono stati proiettati quattro passaggi del documentario Patti Smith: Dream of Life, ritratto d’artista firmato da Steven Sebring. Patti Smith ha inoltre letto il capitolo “The Hour of Noon” del suo libro M Train, intorno al quale ruota la mostra Higher Learning in corso fino al 16 luglio al Palazzo del Governatore di Parma, il testo di People Have the Power e Footnote to Howl di Allen Ginsberg

«Non deve stupire la decisione unanime ed entusiasta del Consiglio di Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, di conferire la laurea honoris causa in “Lettere classiche e moderne” a Patti Smith, il cui impegno di artista da sempre si contraddistingue per la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi capaci, nel contempo, di veicolare contenuti spirituali e sociali di particolare rilevanza», ha detto nel suo intervento il Rettore Loris Borghi.

A Massimo Magnani, presidente del Corso di laurea magistrale in Lettere classiche e moderne, è spettata la lettura della motivazione del conferimento: «Musicista e fotografa, oltre che poetessa, Patti Smith ha sviluppato nel corso della sua lunga carriera una poliedricità artistica e intellettuale che, assieme al suo costante impegno professionale e intellettuale, hanno fatto di lei una figura centrale nel panorama culturale internazionale dalla fine del Novecento a oggi, diventando un punto di riferimento per gli studi di letteratura contemporanea di lingua inglese nonché, in traduzione, di altre lingue».

È stato invece Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, a pronunciare la laudatio: «Fin dall’inizio, la scrittura letteraria di Patti Smith è inscindibile dai suoi altri investimenti creativi, dando vita a un vero e proprio progetto inter-artistico. I suoi primi reading poetici mescolavano musica e testo grazie alla partecipazione di Lenny Kaye. Una delle sue prime poesie, “Ballad of a Boy Bad”, fu scritta per il drammaturgo Sam Shepherd. Le sue creazioni letterarie hanno preso forma mediante un dialogo continuo con la pittura, la fotografia, la musica e la cinematografia. I suoi testi fondono le dimensioni visiva, uditiva e verbale», ha spiegato Saglia, che in chiusura ha sottolineato il desiderio manifestato da Patti Smith in M Train di «rinascere tra le pagine di un libro»: «Attraverso le sue opere letterarie, Smith invita i lettori a rinascere in questo modo – a entrare in una realtà più intensa e vera. I poeti ci danno parole. E non solo i poeti – anche gli altri scrittori, i cantanti e i performers, gli artisti più in generale. Ci prestano parole. Per un po’ o per sempre. Attraverso di loro, possiamo essere e agire in modo diverso – in questo mondo, ma anche guardando oltre esso. Con le sue produzioni artistiche, letterarie e non, Patti Smith – poeta, forse, come disse a Bob Neuwirth alla fine degli Sessanta – fa tutto ciò. Per noi».