Università

Parma, il rettore Borghi si dimette. L’ateneo: ci ripensi

L’ateneo di Parma si stringe attorno al rettore dimissionario Loris Borghi e con una nota diffusa dall’ufficio stampa lo inviata a tornare sui suoi passi. Il rettore si è infatti dimesso, con una lettera inviata alle autorità, tra le quali il ministro Valeria Fedeli e ai dipendenti dell’ateneo in cui formalizza la sua decisione. Un gesto che giunge a una settimana dall’inchiesta Pasimafi avviata dalla Procura di Parma che ha portato a 19 arresti e 75 indagati tra cui lo stesso rettore, coinvolto nell’indagine per abuso d’ufficio.

Dopo una serie di attacchi e pressioni provenienti dall’ambiente politico e da alcuni rappresentanti degli studenti, Borghi ha deciso di dimettersi, probabilmente sentendosi isolato. «Voglio evitare che un attacco viscerale, scomposto e violento a me stesso danneggi l’istituzione che rappresento», ha scritto nella lettera resa pubblica.

A stretto giro, però, la nota diffusa dall’ufficio stampa dell’ateneo, con la quale «desideriamo innanzitutto ribadire la piena fiducia e solidarietà nei suoi confronti» e dove si definisce la decisione del rettore un gesto «che sgomenta e addolora tutta la comunità accademica parmense. Una comunità, lo ribadiamo con forza ed orgoglio, che conta migliaia di professionisti e di studenti, impegnati costantemente nello studio e nella ricerca, e in quello sviluppo intellettuale essenziale per la crescita del nostro territorio e del nostro Paese».

E se da un lato si loda «il lavoro di squadra impostato dal rettore Borghi e l’impegno di tutto l’Ateneo», dall’altro si dice che «è ora di fermare il gioco al massacro che con troppa leggerezza è stato operato in questi giorni, che ha ferito profondamente la nostra Università e che può mettere a rischio i risultati raggiunti. L’Università, come comunità di studenti, ricercatori, docenti e personale tecnico-amministrativo, merita rispetto ed il rispetto, che in questi giorni ha vacillato, dev’essere ristabilito in tutta la sua pienezza».

La nota chiede che «sia fatta immediatamente chiarezza. Auspichiamo, per il bene di tutta l’Università di Parma, che il rettore Borghi ritorni sulla decisione presa oggi e riprenda, insieme a tutti noi, quell’opera di rilancio perseguita con grande forza, coerenza e determinazione sino ad oggi».

Quanto la nota sia condivisa da tutto l’ateneo non è dato sapere, visto che non porta firme in calce se non quella dell’ufficio stampa.