Università

Numero chiuso a Milano, Link: «Ministra Fedeli aumenti i finanziamenti all’università»

Gli studenti del coordinamento universitario Link criticano la ministra dell’Istruzione e Università, Valeria Fedeli, dopo l’approvazione del numero chiuso a Studi Umanistici alla Statale di Milano. E invocano fatti più che parole. «Apprendiamo a mezzo stampa le dichiarazioni con cui la Ministra Fedeli ha preso le distanze dalla scelta del Rettore della Statale di Milano, che martedì scorso ha ottenuto, dopo settimane di proteste, il via libera del Senato Accademico all’imposizione del numero programmato a Studi Umanistici – scrivono gli studenti in una nota  -. . La Ministra non affronta però i temi posti dalla lettera aperta che gli studenti in mobilitazione le avevano indirizzato, ovvero la stretta interrelazione tra l’introduzione della selezione in accesso in sempre più corsi di laurea e il definanziamento cronico del sistema universitario italiano».

«Nonostante l’introduzione del numero chiuso in Statale sia stata una scelta politica perseguita dal Rettore Vago, le politiche universitarie degli ultimi anni hanno prodotto un progressivo impoverimento dell’Università pubblica con una riduzione di fondi e personale, ponendo le condizioni per l’introduzione del numero chiuso negli Atenei – afferma Andrea Torti, Coordinatore di Link – Coordinamento Universitario -. Le uniche soluzioni possibili per bandire il numero chiuso dai nostri atenei sono politiche di investimento, risorse finalizzate alla stabilizzazione del sempre più numeroso personale docente precario, oltre che a nuove assunzioni. Questa, dunque, era e continua ad essere la nostra richiesta alla Ministra Fedeli: un rifinanziamento generalizzato del sistema universitario, oltre che dell’istruzione pubblica tutta».

Intanto continua la mobilitazione. «A partire dall’assemblea convocata per martedì 30 – fa sapere Davide Quadrellaro, rappresentante di Link-Studenti Indipendenti in Facoltà di Studi Umanistici della Statale – continueremo, assieme alle tante componenti del mondo accademico che si sono mobilitate contro il numero chiuso, a lottare in difesa del diritto allo studio di tutti e di tutte. Inoltre proseguiremo la nostra battaglia dentro gli organi accademici dei dipartimenti in cui porremo quanti più ostacoli possibili all’effettiva attuazione del provvedimento imposto d’imperio dal Senato Accademico, con il rifiuto di proseguire il lavoro nelle Commissioni paritetiche o di prendere parte all’elaborazione dei test d’ingresso selettivi per il prossimo anno accademico».