Università

Blocco stipendi, protestano i professori universitari, a rischio un appello autunnale

Rischia la paralisi il sistema universitario italiano per il prossimo autunno. Cinquemila docenti universitari in rivolta e sciopero già annunciato che cancellerebbe un appello d’esame della sessione autunnale. Motivo della protesta il blocco degli stipendi, fermi al 2011.

Gli stipendi dei nostri docenti universitari sono tra i più bassi d’Europa: tra i 3.300 e i 4.000 euro per i professori ordinari, fra i 2.200 e i 2.700 euro per gli associati, fra i 1.300  e i 1.700 euro per i ricercatori. E se per gli altri impiegati pubblici lo scongelamento parte dal primo gennaio 2015, per i prof degli atenei la data fissata è il 1 gennaio 2016. Qui sta il motivo della protesta, perché un trattamento differente? «Non solo un anno in più rispetto agli altri, ma anche con la cancellazione di questi cinque anni passati. Come se non fossero mai esistiti ai fini della carriera, della pensione, del Tfr. Noi non pretendiamo gli arretrati ma è giusto avere adesso gli aumenti che avremmo avuto senza il blocco», ha detto a La Stampa Carlo Ferraro, docente del Politecnico di Torino, coordinatore del Movimento per la dignità e della docenza. Su questa convinzione ben 5.444 professori e ricercatori di 79 università, circa il 10% del corpo accademico hanno aderito alla protesta. E in questi giorni le adesioni continuano a fioccare.