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Violenze su studentesse a Monza, ministro Fedeli: «Fatto grave». L’Uds: «Indignarsi non basta»

«Le notizie apparse sugli organi di stampa in merito a quattro ragazze che sarebbero state oggetto di violenza durante lo stage che stavano facendo, nell’ambito del corso professionalizzante regionale a cui sono iscritte, sono di enorme gravità – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli -. Bene ha fatto l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea ad annunciare la costituzione come parte civile della Regione Lombardia. A tutela dell’amministrazione e a sostegno delle vittime. È inammissibile che le nostre ragazze e i nostri ragazzi possano essere oggetto di simili violenze mentre stanno svolgendo un pezzo della loro formazione. Pur non essendo direttamente coinvolti come Ministero sosteniamo la Regione Lombardia in questa scelta e ringrazio Valentina Aprea per il segnale immediato che ha dato, che è un segnale di attenzione importante nei confronti delle ragazze e dei ragazzi e delle famiglie».

Scende in campo anche la ministra dell’Istruzione per dire basta alla violenza sulle donne e in particolare sulle quattro ragazze che a Monza, durante il percorso di alternanza scuola- lavoro, sarebbero state oggetto di violenza, da parte di un imprenditore 54 enne finito in manette.

Fa sentire la sua voce anche l’Unione degli Studenti: «Esprimiamo tanta rabbia per quanto accaduto nel centro benessere di Monza, è inammissibile che delle studentesse siano esposte alla violenza sessuale. Lo stato di totale abbandono in cui siamo, l’assenza di uno statuto, di tutor che monitorino i percorsi, sono tutti fattori che aggravano la nostra condizione – afferma Alessandro Meani, Coordinatore dell’Unione degli studenti Monza e Brianza -. Vogliamo un maggiore collegamento tra le scuole e i consultori, vogliamo uno statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola- lavoro che ci tuteli da questi casi assurdi di violenza e abusi: non doveva succedere!».

«Il caso delle ragazze minorenni violentate a Monza mette in luce quanto nell’Italia di oggi siano ancora forti i casi di violenze sessuali e abusi praticati anche nei luoghi di lavoro. Indignarsi non basta, noi non siamo oggetti, non possiamo essere esposte a questi abusi senza alcun tipo di tutela – aggiunge Francesca Picci, Coordinatrice Nazionale dell’Unione degli studenti -. Abbiamo la necessità oggi più che mai di prevenire questi casi attraverso l’educazione alla sessualità, questo deve avvenire proprio dai banchi di scuola dove si coltiva il sessismo e un’idea malsana dei rapporti. Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti delle ragazze violentate. Siamo pronti ad agire subito nella provincia di Monza come in tutta Italia, per prevenire questi casi con l’educazione e con la rivendicazione dei nostri diritti: mai più è la nostra priorità, mai più violenze sessuali, né durante l’alternanza, né a scuola, né altrove».