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Specializzazioni mediche, protesta a Roma: “Un bando non basta, più borse”

Oggi gli attivisti del coordinamento “Chi si cura di te?” hanno appeso davanti al Policlinico Umberto I di Roma i camici vuoti dei tanti medici che mancano al Servizio Sanitario Nazionale. Il numero dei camici è destinato “ad aumentare se non saranno aumentati i posti nel prossimo bando per l’accesso alla specializzazione. Il 4 settembre ci mobiliteremo sotto i Palazzi Regionali”, recita una nota diffusa dagli aspiranti specializzandi in mobilitazione, dal coordinamento “Chi si cura di te?”, da Link Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza.

“Da mesi migliaia di giovani medici aspiranti specializzandi sono in attesa di conoscere quali saranno le loro sorti, in una generale situazione di incertezza legata alle modalità di accesso alle scuole di specializzazione medica – dicono i giovani medici -. Dopo settimane di attivazione e mobilitazione spontanea, sembra che inizino ad emergere le prime certezze, sebbene con un colpevole ritardo da parte dei Ministeri che si sono occupati direttamente del bando e del suo regolamento, così come dei processi di accreditamento delle scuole: i tempi per la loro pubblicazione sembrano essere quasi maturi, ma non smetteremo di fare pressione e vigilare affinché non si generino ulteriori ritardi”.

C’è anche il tema del numero di borse di studio messe a concorso, “che diviene centrale in questo frangente per garantire l’ampliamento delle possibilità di prosecuzione del percorso formativo di noi giovani medici. Il comparto di circa 6000 borse previsto per questo anno accademico è assolutamente insufficiente per supplire alle future richieste di Medici specialisti, fabbisogno stimato dalle regioni nell’ordine di circa 8000 unità annue. Su questo sono evidenti le responsabilità che stanno in capo al Ministero della Salute e a quello dell’Economia, assolutamente non intenzionati a fare una programmazione di lungo periodo che vada a soddisfare le esigenze strutturali del SSN, legata alla richiesta di un piano di assunzioni sull’intero territorio nazionale, necessario anche alla luce dei recenti casi che hanno riempito le pagine della cronaca nei mesi estivi” dichiarano gli attivisti del coordinamento “Chi si cura di te?”.

Dunque prosegue la mobilitazione per ottenere “l’aumento delle borse finanziate dal MEF e al contempo è necessario percorrere ogni singola via che permetta ad un numero maggiore di candidati di proseguire il proprio percorso vedendosi riconosciuta la dignità di completare la propria formazione con la specialità. Per questo chiediamo l’aumento delle borse erogate dalle regioni, che già in anni passati si sono in parte assunte la responsabilità di supplire alle mancanze da parte del Governo centrale, al fine di sostenere le strutture sanitarie locali nell’interesse della popolazione tutta, esigenza espressa anche in sede di Conferenza Stato – Regioni.” Il coordinamento annuncia per il 4 settembre “azioni organizzate”.