Lavoro Università

Manovra, bonus assunzione per i 110 e lode e più specializzandi in Medicina

La “manovra del popolo”, come l’ha ribattezzata il governo tra M5S e Lega è già in viaggio per Le Camere e, tra le altre misure, disegna alcune novità anche sul fronte universitario e scolastico. Limitandoci al primo, più che al momento degli studi, la legge di bilancio  pensa al post laurea. Vediamo come.

BONUS PER I 110 E LODE. Tra gli interventi previsti dal governo c’è poi il bonus lavoro per le giovani eccellenze italiane. In sostanza i datori di lavoro che assumeranno laureati da 110 e lode potranno evitare di versare i contributi previdenziali (esclusi Inail) – per un anno ed entro il limite di 8.000 euro –  se assumeranno con contratto subordinato a tempo indeterminato laureati o dottori di ricerca in possesso dei requisiti. Si tratta di giovani che hanno riportato una votazione pari a 110 e lode che abbiano ottenuto il titolo “dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019 e prima del compimento del 30esimo anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute, italiane o estere se riconosciute equipollenti in base alla legislazione vigente in materia, ad eccezione delle Università telematiche”. Per i dottori di ricerca, invece, il titolo deve essere ottenuto “prima del compimento del 34esimo anno di età, in università statali e non statali legalmente riconosciute italiane ad eccezione delle Università telematiche”. L’esonero, si legge ancora, “è riconosciuto anche per assunzioni a tempo parziale, purché con contratto subordinato di tipo indeterminato. In tal caso, il limite massimo dell’incentivo è proporzionalmente ridotto”. L’esonero “si applica anche nei casi di trasformazione, avvenuta tra il 1° gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2019, di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato fermo restando il possesso dei requisiti previsti alla data della trasformazione”. Resta da sottolineare il fatto che questi benefici sono esclusi i laureati e i dottorati delle università telematiche. Una decisione che marca il campo a favore degli atenei dove sia prevista una presenza fisica, pubblici o privati che siano.

PIU’ SPECIALIZZANDI IN MEDICINA. Mentre nel paese infervora il dibattito sul numero chiuso per i corsi di laurea in Medicina e professioni sanitarie, di fronte a una evidente carenza di personale medico nella sanità pubblica, il Governo nella legge di bilancio prevede l’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione post lauream. Crescono – con 100 milioni di euro stanziati – i contratti di formazione per gli specializzandi medici. Sono incrementate anche le borse per i corsi di Medicina generale. Nello specifico: per aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici (sono previste 900 borse in più) viene autorizzata una spesa incrementata di 22,5 milioni di euro per il 2019, di 45 milioni di euro per il 2020, di 68,4 milioni di euro per il 2021, di 91,8 milioni di euro per il 2022 e di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2023.

STOP ALLA CHIAMATA DIRETTA DEI PROF CON CURRICULUM INTERNAZIONALI.  La manovra cancella anche le cosiddette «Cattedre Natta», ovvero la chiamata diretta negli atenei di professori con curriculum internazionali. Il Fondo per le «Cattedre Natta» era stato introdotto dalla manovra 2016 (governo Renzi) per finanziare ogni anno 500 chiamate dirette dei migliori super-professori dall’estero e poi allargata all’Italia. Nella manovra furono inseriti 75 milioni l’anno da destinare a un Fondo intitolato al premio Nobel per la Chimica, Giulio Natta.

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