News Ricerca Università

Cambiamenti climatici, ricercatori delle Università di Cagliari, Sassari, Palermo e Cnri nel progetto per salvare il Mediterraneo

Simulare il riscaldamento del Mare Nostrum nel 2100 al fine di identificare soluzioni per contrastare i danni alla salute del mare e alla vegetazione subacquea. E’ questo lo scopo del progetto Mahres (Marine habitats restoration in a climate change-impaired Mediterranean sea), uno studio che coinvolge gli atenei di Cagliari, Sassari e Palermo e il Cnr.

Il progetto mira a verificare l’efficacia dei sistemi di restauro ecologico degli habitat marini condizionati da impatti naturali e antropogenici, nei futuri scenari di cambiamento climatico. I ricercatori, in particolare, studieranno come l’aumento delle temperature possa impattare sui coralli e le praterie di posidonia.

«Mahres – spiega Antonio Pusceddu, coordinamento del team e ordinario di Ecologia-Disva, dipartimento Scienze della vita e dell’ambiente dell’ateneo di Cagliari – nasce dalla consapevolezza che gli impatti del cambiamento climatico sono sinergicamente esacerbati dall’uso umano della natura. Pertanto, si rende necessario identificare soluzioni per contrastare o adattarsi al cambiamento climatico in diversi contesti di disturbo umano».

“Con analisi sistematiche della letteratura, esperimenti in campo e in laboratorio e con l’uso di modelli, il progetto indagherà l’efficacia del restauro di alcuni habitat mediterranei. Ad esempio, praterie di Posidonia oceanica e bio-concrezioni coralligene, in condizioni che simuleranno il riscaldamento del mare previsto entro il 2100 e le conseguenze associate”. “L’obiettivo finale – aggiunge Pusceddu – è quello di identificare nuove informazioni sull’efficacia delle pratiche di restauro ecologico da impiegare per favorire la resilienza degli ecosistemi marini al cambiamento climatico”

Il progetto, finanziato con 800 mila euro dal Miur e dal partneriato, partirà a breve e avrà durata triennale.

 

I video di Skuola.net