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Il ministro Costa: vertice Onu deludente, in arrivo ddl Salvamare

«Sono a Nairobi al summit Onu sull’ambiente e chiederò che l’impegno internazionale sul marine litter, l’inquinamento della plastica in mare, sia vincolante per i Paesi e non solo una dichiarazione di intenti». Era questa l’intenzione del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, almeno nelle parole che aveva scritto in risposta alle domande rivoltegli da Repubblica per una intervista che avrebbe dovuto essere pubblicata oggi. L’intervista però non è stata pubblicata e «siccome credo che siano temi importanti, come gli studenti di tutto il mondo ci stanno dicendo, ve la pubblico qui», ovvero sulla sua pagina Facebook. Poche ore più tardi, però, lo stesso Costa posta due righe piuttosto sconfortate: «Non ci siamo. Sulla riduzione della plastica monouso e sull’inquinamento dei mari la posizione dell’Italia e dell’Europa è molto più ambiziosa dei risultati emersi finora al summit Onu sull’ambiente a Nairobi. Non sono per niente soddisfatto. L’ho detto poco fa davanti a tutta l’assemblea. L’Italia e l’Europa andranno comunque avanti per la loro strada, che siamo persuasi sia quella giusta».

La strada giusta il ministro Costa la tracciava sempre nelle risposte alla mancata intervista a Repubblica. «A giorni – scrive – arriverà al Consiglio dei Ministri il mio disegno di legge Salvamare, per far sì che i pescatori possano raccogliere e portare a terra la plastica pescata in mare, che adesso non possono fare e a seguire, appena sarà pubblicata, adotteremo la direttiva europea sul divieto di vendita della plastica monouso. Stiamo firmando protocolli con le regioni più interessate dallo sforamento della CO2 per intervenire con fondi e azioni precise che mirano a ridurre il parco auto circolante e a puntare sul trasporto pubblico, magari elettrico. Inoltre a fine marzo sarà pronta l’impalcatura della legge Terre Mia che prevede, tra l’altro, la confisca allargata dei beni di chi inquina, che così verranno trattati come dei mafiosi e il daspo ambientale: chi avvelena la terra deve andare via».

In più il ministro, rispondendo alla domanda se si sentisse “all’interno di un governo che mette al centro i temi ambientali”, rispondeva che « due settimane fa insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dell’Agricoltura Centinaio e la ministra del Sud Barbara Lezzi abbiamo presentato un piano di intervento sul dissesto da 11 miliardi di euro. Il Ministero dell’Ambiente ha più di 6,5 miliardi a disposizione per la tutela del territorio. Direi che sì, l’ambiente è decisamente al centro». Infine, sul movimento internazionale nato dall’appello di Greta Thunberg, Costa dice: «Spero imprima al summit dell’Onu sull’ambiente il senso di urgenza che ci arriva da questi ragazzi. È una manifestazione globale e importantissima che ho salutato con grande attenzione. Questo significa che ancora di più dobbiamo sentire la responsabilità del nostro ruolo e delle decisioni. Io spingerò affinché vengano assunti impegni vincolanti in particolar modo sul marine litter. Serve un intervento normativo che ponga i Paesi davanti a un impegno concreto e preciso».

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