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Coronavirus, affitti fuorisede: Udu e sindacati chiedono esonero e contributi

Le misure di sostegno economico contro l’emergenza coronavirus non bastano. «Nel decreto “Cura Italia” non ci sono disposizioni a tutela delle famiglie che pagano un affitto e di alcune categorie specifiche di inquilini, come gli studenti fuori sede e i lavoratori provenienti da altre residenze. Il Governo deve urgentemente dare immediate risposte su questo fronte a tutti coloro che in questo momento fanno fatica a sostenere le spese dei canoni di locazione. Per questo abbiamo richiesto una serie di misure urgenti per il sostegno degli affitti assieme alla CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro e al SUNIA NAZIONALE, il sindacato degli inquilini». Così interviene l’Udu, l’unione degli universitari sl fronte degli aiuti agli studenti in affitto, magari in città lontane da quelle di residenza. Difficoltà di spostarsi, contratti già sottoscritti, impongo a molto studenti di non lasciare l’alloggio in cui vivono. ma anche loro vanno aiutati.  Come?

«Sono necessarie immediate misure di supporto economico per gli studenti fuori sede – specifica l’Udu sulla sua pagina Facebook – Serve l’esonero dal pagamento del canone di locazione gli studenti che usufruiscono del servizio “alloggi a pagamento” messi a disposizione dagli enti regionali per il diritto allo studio. Dall’altra parte, per gli studenti con contratti con privati, servono urgentemente contributi e/o incentivi fiscali per gli studenti affittuari che ad ora non alloggiano nel proprio domicilio universitario.

«Alcune Regioni – aggiunge l’associazione studentesca – stanno intervenendo, dietro sollecitazione delle nostre organizzazioni, per aiutare le famiglie a sostenere le spese di pagamento degli affitti, prevedendo fondi da destinare ai Comuni che dovranno distribuire contributi per integrare il pagamento del canone di affitto. Per fronteggiare questi problemi, è necessario un intervento urgente a livello centrale che intervenga su dotazione del Fondo di sostegno all’affitto, semplificazione delle procedure di erogazione, rinegoziazione dei canoni e dei contratti».

Molte associazioni dei consumatori avevano già chiesto uno stop degli affitti o una ricontrattazione tra le parti.

 

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