News Università

Coronavirus, test accesso lauree a numero chiuso: incognita su date e modalità

Confermare il numero chiuso o superarlo, come chiedono alcune associazioni di studenti, prime fra tutte l’Udu? Di certo i test di primavera, i classici “TOLD”, sono stati annullati in tutti gli atenei d’Italia, a cominciare dal politecnico di Milano. I test di accesso e selezioni per frequentare i corsi di laurea dell’anno accademico 2020-2021 per adesso restano fissati a fine  estate, almeno quelli per i corsi a numero programmato nazionale, medicina e professioni sanitarie, architettura e così via. Ma nessuno sa dire se in quelle date si faranno davvero e, soprattutto, come si svolgeranno. Ogni ateneo, poi, deve valutare con attenzione i numeri programmati locali legati a strutture e docenti e anche i test fatti solo per accertare i debiti formativi: andranno, fatti o quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus sarà il caso di farli saltare?

E’ la materia di cui dovranno discutere a breve il ministero dell’Università con la Crui, la conferenza dei rettori e il Cun, Consiglio universitario nazionale. E anche gli atenei all’interno dei rispettivi organi collegiali, senati accademici e con sigli di amministrazione. Argomento ancora non affrontato di petto, a quanto pare, anche se il ministro Gaetano Manfredi avrebbe detto di stare valutando l’ipotesi di sostenerli via internet per «andare incontro ai futuri iscritti e far partire il prossimo anno accademico regolarmente».

La decisione dovrà arrivare presto. Sarà la prossima scelta da fare, a distanza di quasi un mese da quando il ministro ha emanato il decreto del 4 marzo che imponeva la sospensione delle attività didattiche in presenza in tutta Italia. E in un mese gli atenei hanno dovuto dare vita a una “rivoluzione” della didattica, portando tutto on line. La Sapienza di Roma ha da poco comunicato che 90 mila studenti stanno seguendo i corsi on line, al Sud l’università di Catania ha attivato oltre 1600 insegnamenti a distanza, il 97,3% di tutti quelli previsti.

Insomma, lo sforzo è stato ed è ancora enorme, quindi il problema delle selezioni d’accesso ai corsi di laurea non è ancora stato affrontato. Ma dovrà esserlo presto. Soprattutto per le modalità. Serviranno spazi molto più ampi per mantenere le distanze di sicurezza, ad esempio, se i test verranno svolti in presenza; oppure l’esperienza della didattica a distanza fornirà la soluzione per farli on line.

In alcuni atenei l’argomento è già in calendario. «Sicuramente – spiega il rettore dell’università di Catania, Francesco Priolo – entro fine mese, per i corsi di nostra competenza, Senato accademico e consiglio di amministrazione affronteranno la questione e prenderanno una decisione. Ritengo che a fine mese o ai primi di maggio comunicheremo le modalità che avremo individuato».

Quello dell’accesso ai corsi di laurea è un altro tema importante per migliaia di ragazzi e ragazze che si preparano già ad affrontare una maturità anomala e ancora senza certezze. Sapere se, quando e come dovranno affrontare le selezioni per accedere agli studi prescelti non è una cosa da poco.

L’ipotesi quiz on line, però, per l’Udu, l’Unione degli universitari, sarebbe «un grande rischio e un salto nel buio. Come vediamo già per gli esami universitari scritti dove si ha un numero di centinaia di studenti, è molto complesso garantire la privacy, l’anonimato e l’imparzialità, figuriamoci nel caso di Medicina dove i partecipanti al test sono decine di migliaia. Per non parlare poi di tutte le difficoltà che si avrebbero nel caso di studenti in condizioni economiche disagiate che non hanno le adeguate strumentazioni per svolgere il test come dispositivi elettronici e connessioni internet efficienti e affidabili. Il test d’ingresso è già uno strumento lacunoso, svolgendolo online si rischia solo di peggiorarlo ulteriormente». Soluzione? «Questa situazione – aggiunge l’Udu – deve essere invece l’occasione per ripensare il modello d’accesso ai corsi di laurea di Area medica e sanitaria verso una direzione di apertura, avviando un percorso partecipato con le Università e con le organizzazioni studentesche per il superamento del numero chiuso». Almeno per l’area medica.

I video di Skuola.net