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Maturità 2020, Azzolina: «Discipline di indirizzo e italiano, ecco come sarà l’esame»

Nella sua risposta, ieri alla Camera dei Deputati, durante il question time, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha fornito diversi chiarimenti rispondendo alle interrogazioni dei deputati. Azzolina ha indicato come si svolgerà la Maturità 2020. «A brevissimo – ha detto – sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato, la sessione avrà inizio il 17 giugno con lo svolgimento di un colloquio in presenza della durata massima di 1 ora, senza che sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. L’esame sarà effettuato davanti alla commissione composta da membri interni e da un presidente esterno. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto».

La ministra ha aggiunto anche come sarà articolato l’esame. Si procederà con la «discussione su un elaborato concernente le discipline di indirizzo, la discussione di un testo già oggetto di studio nell’insegnamento di lingua e letteratura italiana, l’analisi del candidato sui materiali scelti dalla commissione, discussioni sui percorsi di alternanza scuola lavoro, saranno accertate conoscenze relative a cittadinanza e Costituzione. La prova potrà valere al massimo 40 punti, resta ferma la necessità di conseguire il minino di 60/100 per conseguire il diploma. Solo se emergenza sanitaria crescerà gli esami potranno essere svolti in teleconferenza».

Ecco l’intervento della ministra alla Camera:

 

Azzolina, ha anche parlato degli insegnanti di sostegno e risposto a interrogazioni sul divario digitale da colmare e sulle misure prese per dotare gli studenti meno abbienti dei device digitali necessario alle lezioni a distanza: «Sono state ripartite risorse per 84 milioni di euro – ha detto – per consentire alle scuole di dotarsi di strumenti digitali per studenti meno abbienti; altri 80 milioni su Pon sono stati destinati all’acquisto di Pc, tablet per scuole del primo ciclo».

Sulla riapertura delle scuole a settembre, la ministra ha detto che «la possibile gestione mista, a distanza e in presenza, è una delle ipotesi. Ma il Comitato sta valutando diverse soluzioni in base alle esigenze, all’età degli studenti, alle specificità territoriali». C’è un tavolo di lavoro con istituzioni locali, perché «vogliamo rientrare a scuola nelle condizioni migliori possibili, ma dobbiamo pensare a progettare la scuola del futuro», ha aggiunto la ministra.

 

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